Regione Piemonte – Sanità: Cota: “Si può rivedere il piano socio sanitario”.

Il presidente della giunta regionale apre all’opposizione: tutto si può discutere se la messa in rete degli ospedali, il vero cuore della riforma, resterà un punto fermo. Monferino: manteniamo fermo ciò che riteniamo indispensabile, reti ospedaliere e centralizzazione delle funzioni di supporto.

IL GOVERNATORE del Piemonte Roberto Cota apre all’opposizione sul piano socio-sanitario. Dopo una riunione con i capigruppo e la commissione sanità che ha impegnato l’assessore regionale alla salute Paolo Monferino per tutto il pomeriggio in un dibattito serrato con la minoranza, il presidente della Regione dice di essere disponibile ad aprire un dialogo “a condizione però che la discussione non sia sul rinvio della riforma ma riguardi soltanto lo strumento utilizzato per arrivarci”. “Sono stato colpito positivamente dalla posizione dell’opposizione che si è detta d’accordo sulla messa in rete degli ospedali”, Cota: "Si può rivedere il piano socio sanitario"aggiunge Cota. Alla domanda se questo comporterà la rinuncia al modello sanitario individuato finora, quello che si basa sulla separazione fra ospedale e territorio, il governatore si limita a rispondere che la discussione è aperta se la messa in rete degli ospedali, il vero cuore della riforma, resterà un punto fermo. Un commento anche sul tema dei fondi per la Città della salute: “Abbiamo posto il quesito al ministro. Vorremmo che i fondi ci venissero dati per partire a breve con i cantieri”.

In mattinata il gruppo del Pd aveva ribadito le sue richieste: “Se la disponibilità mostrata nell’incontro di oggi dall’assessore dovesse portare a novità, siamo disponibili a collaborare perché il nuovo piano sanitario del Piemonte, purché “profondamente modificato”, possa essere approvato”, scriveva il capogruppo, Aldo Reschigna al termine dell’incontro. Tre le condizioni per mettere fine all’ostruzionismo: il superamento della separazione fra ospedale e territorio, la salvaguardia dei consorzi socioassistenziali e la restituzione di un ruolo importante ai sindaci.

Nel pomeriggio le precisazioni di Paolo Monferino: “Il piano sanitario rimane la priorità e sull’iter scelto nulla è cambiato. Abbiamo offerto un’apertura su alcuni temi, mantenendo fermo ciò che riteniamo indispensabile, reti ospedaliere e centralizzazioni delle funzioni di supporto”. Certo, aggiunge “se l’atteggiamento di qualcuno vuole essere di decantata vittoria, costui si assumerebbe la responsabilità”.
Questa mattina è un programma una riunione della maggioranza durante la quale l’assessore illustrerà le sue proposte. E la presidente della commissione sanità del Pdl Carla Spagnuolo conferma l’apertura: “Monferino ha ripetuto più volte che per lui la separazione territorio-ospedale non è un dogma e credo che l’atteggiamento di dialogo sia proficuo”. L’ipotesi è che la riflessione per eventuali modifiche duri un paio di mesi. E la consigliera della Fds Eleonora Artesio commenta: “La novità rilevante è la possibilità che si rinunci alla fatidica scadenza del 31 dicembre e si accolgano le obiezioni più radicali sul modello avanzato, in particolare sullo scorporo dei presidi ospedalieri dalle Asl e sulla costituzione di nuove grandi aziende sanitarie ospedaliere”.

di SARA STRIPPOLI, La Repubblica 22 dicembre 2011

Qui il nuovo Piano Socio Sanitario del Piemonte!

[Fonte: Larepubblica.it]

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