Regione Piemonte – Il Tar boccia la Regione ed il CSI.

Da rifare il bando redatto in primavera per la concessione del servizio di riscossione dei tributi. Imbarazzo negli uffici di piazza Castello, che ha fatto di tutto per tenere celata la sentenza.

Il bando per l’individuazione dei soggetti deputati alla riscossione dei tributi andrà rifatto da capo. Il Tar boccia la Regione e blocca l’iter di assegnazione dell’appalto, portato avanti fino alla scorsa estate dal Csi, in qualità di stazione appaltante. E dire che da piazza Castello i tentativi per scongiurare questa sentenza non sono mancati, addirittura appellandosi al Consiglio di Stato, cercando di opporsi al  pronunciamento del Tar che aveva da subito imposto la sospensiva della gara.

L’intervento dei giudici fu sollecitato nella scorsa primavera da un ricorso di due società  concorrenti (Sermetra e Euro), rappresenate dal prof. Carlo Emanuele Gallo, che ritenevano ingiusti i parametri di selezione delle aziende, presenti all’interno del bando messo a punto dal Csi, procedura nella quale compare, tra le altre la Gec, Gestione Esazioni Convenzionate, contro la quale i ricorrenti si sono opposti. Il Tar aveva accettato il ricorso e il 28 luglio ha ordinato una sospensiva dell’affidamento, motivando già nel merito la sua scelta e spiegando che le condizioni per l’affidamento erano ritenute eccessive, visto il carattere generale dell’appalto. In piazza Castello è il panico e i pochi funzionari e politici ancora a Torino con le ferie incombenti si ritrovarono tra le mani la patata bollente. L’assessore leghista Giovanna Quaglia, di concerto con il direttore del settore Finanze della Regione, Sergio Rolando, decise allora di affidarsi al Consiglio di Stato, chiedendo di bloccare in extremis la sospensiva del Tar. Nulla da fare. A metà settembre arriva un altro stop. Viene confermata la sospensiva, fino alla sentenza definitiva dei giudici amministrativi, giunta il 5 dicembre scorso e tenuta accuratamente celata dai vertici regionali. Tutto da rifare, quindi, con tanto di imbarazzo dei registi della scellerata operazione (non ultimi i dirigenti del Consorzio di corso Unione Sovietica, e danno economico, ovviamente a carico del contribuente.

[Fonte: Lospiffero.com]

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