Regione Piemonte – Sanità: Direttori Asl, i “pizzini” dei politici.

Circolano fogliettini con le indicazioni per le nomine dei nuovi vertici delle aziende sanitarie. La giunta intenzionata a fare presto, a costo di stralciare la riorganizzazione dal Piano.

È l’ultima grande infornata di nomine dell’anno. Questione di giorni, un paio di settimane al massimo, e la giunta regionale varerà il nuovo assetto delle aziende sanitarie e ospedaliere, sostituendo gli attuali commissari, il cui mandato scade a fine mese, con direttori generali in grado di guidare Asl e Aso in piena sintonia con gli indirizzi e le volontà dell’amministrazione. L’orientamento del governatore e dell’assessore Paolo Monferino è quello di evitare proroghe e provvedere entro il 31 dicembre, a costo di stralciare la riorganizzazione della macchina operativa dal Piano Socio-sanitario, soprattutto se l’approvazione da parte dell’aula di Palazzo Lascaris dovesse andare per le lunghe, facendo slittare al nuovo anno la sua entrata in vigore.

Come da manuale (Cencelli) è scattata la corsa dei partiti a spartirsi la torta che, nonostante la riduzione (le Asl dovrebbero passare da 13 a 11, le Aso da 8 a 6), assicura una buona fetta di potere. Una partita che si gioca prevalentemente nella maggioranza, dove le conflittualità interne al Pdl potrebbero giocare brutti scherzi alla traballante leadership di corso Vittorio, e su cui pesano le fibrillazioni tra gli alleati, da Roma passando per Alessandria. Ed è così che nella girandola di nomi che si susseguono nel consueto toto-nomine che contraddistingue ogni vigilia, spuntano elenchi di “desiderata” di partiti e maggiorenti locali. Ad esempio, nelle stanze di via san Francesco d’Assisi, quartier generale del gruppo consiliare pidiellino, pare circoli un fogliettino con i veti attribuiti a un grosso (nel vero senso della parola) esponente azzurro. Secondo questo “pizzino” Giovanni Manuguerra ora sulla poltrona dell’Asl unica di Torino, Remo Urani del Mauriziano e persino Valter Galante all’Asl di Asti non avrebbero alcuna chance di restare. Su quest’ultimo peserebbe anche la recente conversione alla truppa ghighiana durante la campagna di tesseramento: fatto che gli alienato le simpatie di Maria Teresa Armosino, boss locale ed esponente di punta della componente di Progett’Azione-Popolari.

Da voci di corridoio sarebbero in bilico, pare per i conti non in linea con le aspettative della Regione, Giorgio Rabino (Torino 3) e Giovanni Monchiero di Cuneo. Alle Molinette si fa sempre più grigia per Emilio Iodice, la cui buona stella leghista pare non illumini più il suo cammino. L’ospedale è di fatto gestito dal direttore amministrativo Luigi Motta e per la sua poltrona si parla sempre più insistentemente di Luigi Marroni, ex manager Iveco attualmente all’Asl di Firenze. O, in alternativa, della promozione di Gaetano Cosenza, in quota al Carroccio, ora a capo del polo ospedaliero di Novara.

Qui il nuovo Piano Socio Sanitario del Piemonte!

[Fonte: Lospiffero.com]

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