PD Piemonte: Ex Popolari, Morgando balla da solo.

Il segretario regionale Pd, deciso a tornare a Roma in caso di nuove elezioni, tenta di riorganizzare la sua corrente. Gariglio-Lepri-Saitta: prove di alleanza. Merlo si smarca.

Alla fine Gianfranco Morgando balla da solo. Non sono bastate le decine di incontri e convegni, dibattiti più o meno animati, riunioni ristrette o allargate. A Torino, come a Roma, la diaspora degli ex Popolari all’interno del Pd non si sana. Almeno per ora, almeno non del tutto. In vista delle elezioni politiche, non si sa quanto imminenti, il segretario regionale del partito pare abbia deciso di giocare una partita in solitaria per tornare al più presto a Roma: come parlamentare, o addirittura direttamente all’interno di un esecutivo di centrosinistra, come sottosegretario, incarico ricoperto già in passato. Il suo riferimento con Roma è direttamente il segretario Pierluigi Bersani, dal quale ritiene di essere ampiamente garantito, se non altro per gratudine per averlo appoggiato nelle primarie, quando voltò le spalle all’amico Dario Franceschini. Una scelta sofferta, che creò i presupposti per quella frattura tra i cattolici piemontesi che ancora oggi lacera i rapporti tra gli amici dell’ex componente.

L’area che fa capo al segretario regionale si è col tempo notevolmente assottigliata: oggi può contare sul capogruppo in Sala Rossa, Stefano Lo Russo e qualche sparuto amministratore locale, come il consigliere comunale di Ciriè Alessandro Risso, che il prossimo 26 novembre prova a radunare la corrente a Borgaro sotto le insegne di “Per il domani”. La vera forza di Morgando resta tuttavia la sua congenita capacità di siglare alleanze trasversali, reti che da mesi gli permettono di rimanere a galla, seppur senza slanci (vedi il patto di ferro stretto con la segretaria provinciale Paola Bragantini, che gli ha consentito l’elezione del suo scudiero a capogruppo in Sala Rossa).

Un altro esponente di spicco dell’area cattolica democratica è il parlamentare Giorgio Merlo, erede della sinistra sociale di Donat Cattin e fedelissimo dell’ex sindacalista Cisl Franco Marini. Anche lui ha ormai deciso di mettersi in proprio e spera, grazie agli agganci romani, in un ultimo giro di valzer in parlamento, grazie a un’altra deroga, visto che si tratterebbe del suo quinto mandato. Due settimane fa, durante un incontro svoltosi all’istituto Madre Cabrini di via Montebello i principali esponenti piemontesi dell’ex Margherita in Piemonte si sono incontrati per capire come accogliere il messaggio giunto dalla grande assemblea di Todi: come tramutarlo in azione politica comune. In quell’occasione si dissero disponibili a un percorso insieme i consiglieri regionali Davide Gariglio (foto)Stefano Lepri e il presidente della Provincia Antonio Saitta. Il no di Merlo fu categorico (anche se lui, contattato dallo Spiffero smentisce questa ricostruzione, confermata invece da altri), mentre Morgando si prodigò in un lungo discorso degno del miglior Arnaldo Forlani: «Tante parole per ribadire che lui continua a stare per coto suo e che non ha nessuna intenzione di tagliare i ponti con Bragantini e Quagliotti» afferma uno dei presenti. Dopotutto la sua strategia è da sempre la medesima, come lui stesso ci ha spiegato nel corso di un colloquio telefonico: «A un’area identitaria che risulterebbe minoritaria, io preferisco la guida del partito, anche attraverso alleanze strategiche che coinvolgano esponenti di altre componenti». Gli altri tre, invece, si sono detti pronti a camminare insieme, lungo un percorso che potrebbe essere certamente favorito da un eventuale governo tecnico a Roma, visto che le elezioni farebbero scatenare gli appetiti romani che almeno Gariglio e Lepri coltivano neanche troppo segretamente, provocando una feroce battaglia fratricida.

[Fonte: Lospiffero.com]

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