Regione Piemonte – Sanità: Aress, “La giunta viola la legge”!

A un anno dalla nomina del commissario Zanon, l’agenzia regionale per la sanità non ha ancora un direttore generale. Interviene la Commissione di Garanzia di Palazzo Lascaris.
“La Giunta regionale ha violato la legge”. A stabilirlo è stata la Commissione di Garanzia, presieduta da Claudio Simonelli alla quale si sono rivolti tutti i consiglieri di opposizione (non hanno sottoscritto la richiesta solo i grillini Bono e Biolè) in merito al perenne stato di precarietà nel quale si trova l’Aress, l’Agenzia regionale per i servizi sanitari, da più di un anno gestita dall’oncologo Claudio Zanon, in regime di commissariamento. Beninteso, la relazione della Commissione non è in alcun modo vincolante, anche se è innegabile il peso politico che questo giudizio determina in merito alla vicenda.

Zanon, fedelissimo del governatore Roberto Cota di cui è stato il consulente in temi di Sanità durante la campagna elettorale per le scorse regionali, venne nominato a capo dell’agenzia alla fine di settembre 2010, sostituendo Oscar Bertetto, che assunse la responsabilità della rete oncologica piemontese. Non essendo ancora scaduto il mandato di Bertetto, Zanon assunse l’incarico, in attesa del bando per diventare direttore. A più di un anno di distanza, però, la giunta non ha ancora predisposto le procedure per espletare il procedimento amministrativo e l’ente di fatto resta commissariato.

Si legge nella relazione: “La giunta regionale, non avendo provveduto, ad oltre un anno dalla scadenza del termine, all’approvazione del P.A.S. per l’anno 2011, ha violato l’art.11, comma 1, della l.r. 10/98 ed in tal modo non ha consentito al Consiglio Regionale di esercitare il potere di indirizzo e controllo sull’attività della Giunta (art.26, comma 2, dello Statuto) con riferimento alle funzioni svolte nello stesso anno dall’Aress”. E ancora: “La Giunta regionale, avendo ritardato l’avvio e non avendo concluso, ad oltre un anno dalla nomina del Commissario straordinario, l’iter per la nomina del nuovo direttore generale dell’Aress, ha violato le disposizioni di legge […] ma non ha impedito al Consiglio regionale di esercitare le facoltà previste dall’art.28 comma 1bis dello Statuto anche se il ritardo ha messo il Consiglio regionale in condizione di trovarsi di fronte ad un interlocutore diverso da quello al quale istituzionalmente è devoluta la funzione della programmazione sanitaria”.

[Fonte: Lospiffero.com]

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