Regione Piemonte: altri 900 milioni di debiti!

Nelle previsioni di bilancio la giunta Cota ricorre ad ulteriori mutui, aggravando il rosso dei conti. La controproposta di Progett’Azione.

La manovra finanziaria che si appresta a varare la giunta regionale (assestamento, bilancio previsionale 2012 e triennale 2012-2014) sarà pure – come garantisce il capogruppo leghista Mario Carossa – impostata «sulla trasparenza e sulle cifre certe», ma una cosa è sicura: la Regione ricorre ad altri debiti per un valore complessivo di 900 milioni di euro.

Il disegno di legge elaborato dall’esecutivo di piazza Castello presenta, infatti, ulteriori entrate da mutui spalmate sul triennio (500 milioni nel 2012 e 200 milioni nei due anni successivi). Prospettiva che trova la ferma contrarietà di una parte del Pdl, i sette consiglieri regionali della componente di Progett’Azione, che nei prossimi giorni proporrà un proprio documento, una sorta di “contromanovra” che, pur mantenendo inalterati i saldi stabiliti dalla giunta, individua altre strade per reperire le risorse, tentando di invertire l’inveterata tendenza debitoria che sembra contrassegnare le amministrazioni che si sono succedute nell’ultimo ventennio, pur di colori diversi.

«Le entrate del ddl relativo al bilancio di previsione 2012, a nostro giudizio, vanno corrette evitando il ricorso a nuovi mutui – spiega Angelo Burzi (nella foto) che da presidente della I Commissione ed ex assessore al Bilancio ha una certa familiarità con i numeri e la gestione del monstre regionale -. Riteniamo che siano praticabili altre soluzioni, di natura diversa rispetto al ricorso a nuovo indebitamento». Per i sette “ribelli” pidiellini la scelta non è più differibile, pena l’ulteriore aggravamento della già spaventosa situazione dei conti. «La politica di riduzione dell’indebitamento non è più rimandabile, visto che la Regione, nel quinquennio della precedente Giunta Bresso, ha raggiunto livelli insostenibili. E visto che, per motivi diversi, in questo primo anno di Governo Cota non siamo riusciti ad occuparcene mettendo in atto la necessaria terapia d’urto. Allo stesso tempo, non sono più procrastinabili interventi ispirati da rigore e ricerca di efficienza, che devono portare ad un equilibrio diverso tra le diverse voci del bilancio regionale. A maggior ragione in un periodo come quello attuale, caratterizzato da una situazione complessiva nazionale ed europea che suggerisce un approccio straordinario al tema dei bilanci pubblici».

Gli interventi contenuti nella “contromanovra” prevedono la valorizzazione e la successiva cessione per quote del patrimonio pubblico di proprietà della Regione, suddividendolo in beni pubblici, beni pubblici vincolati e beni disponibili delle aziende sanitarie. «Tenuto conto delle stime attualmente disponibili, da questa operazione potrebbe ragionevolmente derivare un’entrata pari a 700 milioni di euro nel triennio 2012-2014». Inoltre, la razionalizzazione del sistema delle partecipate regionali, “chiudendo” quelle che hanno esaurito la loro funzione originaria (esempio per tutte, Sito), concentrando all’interno delle direzioni regionali quelle con funzioni assimilabili e dismettendo quelle per le quali esista un mercato, potrebbe apportare alle casse introiti per altri 75 milioni di euro nel triennio.

Non meno rilevante è «la ricerca di efficienza nei costi della struttura regionale, sia in termini di costo per il personale, sia in termini di costi di funzionamento. Con l’obiettivo di avvicinarsi ai livelli di performance delle due regioni omogenee al Piemonte per numero di abitanti e volumi finanziari, quali Emilia Romagna e Veneto. «Da questa operazione di benchmarking “ragionato” – assicura Burzi – si potrebbe ricavare un risparmio di 120 milioni, equamente suddiviso tra costi del personale e costi di funzionamento della macchina amministrativa». Infine, il tasto dolente, come uscire dagli effetti tossici della cosiddetta finanza creativa che ha contagiato anche il Piemonte. «Occorre ristrutturare il debito e, a questo proposito, è urgente definire i termini del possibile contenzioso in merito alla vicenda “derivati”».

[Fonte: Lospiffero.com]

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