Regione Piemonte – CSI Piemonte: De Capitani a rapporto!

Il direttore avrebbe impedito all’organismo di vigilanza l’accesso alla documentazione dell’incarico conferito a Deloitte. L’accusa di Motta (Pdl). E dalle carte spunta uno strano intreccio tra la società di consulenza, lo stesso manager e l’ex assessore Peveraro.

Mancano pochi giorni all’assemblea dei soci, convocata per il prossimo 15 settembre, e il clima politico attorno al Csi si surriscalda. Partito sottotraccia in un ambito che sembrava circoscritto a meri atti formali, quali il recepimento delle nuove normative e la conseguente riscrittura dello statuto, lo scontro si è via via allargato fino a mettere in discussione la natura giuridica della società e la sua futura governance. Nelle ultime ore, ad aprire l’ennesimo fronte delle ostilità è sceso in campo Massimiliano Motta, consigliere regionale Pdl e petit commis del centrodestra nel sottogoverno regionale.

Questa volta a finire nel mirino di Motta (nella foto a sinistra) è il direttore generale del Consorzio Stefano De Capitani, colpevole – a detta dell’esponente pidiellino – di aver impedito l’accesso da parte dell’organismo di vigilanza di una serie di documenti aziendali. «L’ostruzionismo nei confronti dell’Organismo di Vigilanza del CSI è inaccettabile: De Capitani deve capire che la sua carica è quella di direttore, non quella di “padre padrone”», ha tuonato dopo la prima riunione dell’organismo di controllo tenutasi giovedì scorso. L’accusa è pesante: «I professionisti che compongono questo organo non hanno avuto modo di accedere ai documenti che avevano richiesto già il 27 luglio con formale lettera. Agli uffici del Csi è stato dato il chiaro ordine di non consegnare nulla ai membri dell’Organismo di Vigilanza».

Oggetto dell’attenzione dei professionisti è lo studio sul nuovo modello organizzativo dell’ente realizzato dalla società Deloitte XBS, anzitutto per verificarne l’aderenza al decreto legislativo 231/2001 che disciplina la responsabilità amministrativa secondo la norma dell’articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300. «Questo comportamento – attacca Motta – la dice lunga sul rispetto e la correttezza istituzionale, che dovrebbe caratterizzare i momenti transitori come questo, dimostrati da parte di De Capitani. D’altra parte questo atteggiamento da “padre padrone” del direttore si era già visto ad inizio legislatura, prima dell’insediamento del cda. Ora si ripresenta nonostante l’approvazione da parte del Consiglio Regionale dell’ordine del giorno presentato dalla maggioranza sul nuovo piano industriale e sulla governance del CSI». Ostracismo che potrebbe avere ripercussioni sul proseguimento dell’incarico di De Capitani (nella foto a destra) che, a quanto pare, sarà chiamato a rapporto davanti alla competente commissione del Consiglio regionale, in modo da fornire spiegazioni del suo atteggiamento.

Infine, in cauda venenum, Motta riserva neppur troppo velate insinuazioni su potenziali conflitti di interesse: «Ci chiediamo come mai De Capitani non voglia far verificare dall’OdV lo studio della Deloitte, società di cui lui stesso è stato partner dal luglio 2009 fino alla nomina nel CSI e che oggi vede tra i nuovi partner Paolo Peveraro, già assessore della giunta Bresso. Siamo stufi – conclude – di farci manipolare da coloro che non sono più al governo regionale, indipendentemente dalle professionalità societarie o di soggetti marcatamente di parte, sulle quali non ho nulla da eccepire».

[Fonte: Lospiffero.com]

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